Neoludica Venezia 2016

E’ veramente difficile descrivere Neoludica e ciò che mi lega a quest’evento. Ci proverò. Al contrario. Partiamo dalla fine. Mondo. Italia. Venezia. Isola di San Servolo 7-10 Luglio 2016. Io c’ero.

Ecco il programma di tutto l’evento.

Dal sito ufficiale cito testualmente:

“Se avete sempre sognato di incontrare chi realizza videogame, chi ne rappresenta l’eccellenza, chi li pubblica, chi ne scrive, chi li insegna per formare figure per l’industria del videogame, chi fa innovazione nei musei con la gamification… questo evento articolato è per voi!”

Ed è andata proprio così. Neoludica è un evento sui videogame; a 360°. Incrocia la gameart, passando per la narrazione, racconta lo sviluppo, declama i prodotti, spiega i processi industriali, da’ spazio alle sperimentazioni e tratta di Gamification. Tutto insieme. Tutto in una volta. Una vera boccata d’ossigeno.

Gli ospiti sono stati innumerevoli, è giusto citare la presenza massiccia degli enti che a vario titolo fanno didattica nel mondo dei videogame e che sono stati parte attiva della manifestazione: Digital Bros Game Academy, Idea Academy, iMasterArt, Scuola Internazionale di Comics Padova e Firenze, Genius Academy, Event Horizon, Università Statale di Milano, Università Cattolica di Milano, Accademia di Belle Arti di Venezia, UniViU, IUDAV

La fantastica Mostra – che definirei meglio come laboratorio permanente – accostava opere d’arte a videogame indie pronti per essere testati, prototipi VR, prototipi AR, prototipi di acquisizione immagini e creazione ologrammi. Libero accesso: aperto per tutta la durata dell’evento. Strabiliante

Contemporaneamente, nelle stanze attigue, si tenevano interessantissimi workshop: storia del sound design e del videogame, mecha design di Star Wars, l’uso della macchina da presa per i videogame, ologrammi, animazione dal 2D, video 360°, VR e game art in VR, narrazione videoludica dal 1976 a oggi. Peccato non averne seguito neanche uno – mi stuzzicava parecchio il workshop sulla narrazione nei videogame tenuto da Luca Mazzocco – ma il richiamo dei simposi, ha vinto su tutto.

Dato l’entusiasmo, mi sono cimentato anche in un discutibilissimo live tweeting dell’evento che potete trovare qui.

La mattina dell’ 8 Luglio ho ascoltato con grandissimo interesse la tavola rotonda : “Musei, enti e sistemi interattivi videoludici: sperimentare, educare, comunicare“ durante la quale l’amico e collega Fabio Viola ha presentato il progetto il tuo museo,  mostrando best practices di engagement e gamification relativi all’industria e agli enti culturali. Durante la stessa tavola rotonda Pierluigi Sacco ha definito la gamification come la “tecnica utile a generare strumenti cognitivi atti a fornire agli utenti la possibilità di scelta e comprensione critica della conoscenza“.  Potrei parlarne per ore e non stancarmi mai.

Il 9 Luglio l’Auditorium è stato fisicamente occupato dai developer indie che hanno mostrato i loro lavori. Personalmente ho ritenuto di grande interesse il lavoro di :

FootPrint con il loro promettente “Detective gallo”

Fabio Corica con il suo strepitoso “Deathparty”

IperUraniaArts ed il suo introverso “Beyond the Sky”

Cybercoconut : “the way of life”

Il 10 Luglio Neoludica chiude in grande stile con Mauro Perini – Art Director e Senior Concept Artist Ubisoft Italia e – rullo di tamburi, per favore – Raphael Lacoste – Franchise Art director per Ubisoft Montreal

Entrambi interventi di grande spessore, ma qui voglio ricordare solo ciò che mi ha più colpito del talk di Mauro e dell’ispirato speech di Raphael

Ringraziare gli organizzatori Debora Ferrari e Luca Traini per Neoludica 2016 sarebbe riduttivo. Riconoscere il loro ruolo nella storia della Game Art come pionieri, ideatori ed instancabili promotori di questa nuova forma artistica, sarebbe più corretto. Il loro impegno è per me, da sempre, fonte di ispirazione. Essere stato coinvolto a vario titolo nell’organizzazione e realizzazione di Neoludica sin dalla sua esplosiva apparizione alla Biennale di Venezia del 2011 ha rappresentato per me l’opportunità di conoscere la profondità, la vastità e l’importanza di questa nuova forma d’arte.

Questo è stato l’inizio. Sin da allora, un privilegio. Per tutto questo, li ringrazio

Foto di Filippo Scaboro e Gloria Vallese


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